L’omicidio di Chiara Poggi è ancora oggi, a distanza di quasi 10 anni, al centro dell’attenzione. Un altro caso che non si può dimenticare e che suscita l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica e degli esperti.

I recenti sviluppi del processo hanno riacceso i riflettori sull’omicidio. In questa occasione, Ezio Denti è stato invitato dai media ad esprimere un parere da esperto.

Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi muore nella villetta di famiglia a Garlasco, nel Pavese. Un omicidio efferato che si trasforma subito in un giallo rimasto a lungo senza un colpevole.

Chiara, 26 anni, è sola nella casa di famiglia quando viene uccisa-

È il fidanzato Alberto a chiamare il 118: una richiesta di soccorso ormai nota a tutti. Quella frase divulgata dai media ”Credo abbiano ucciso una persona. Ma forse è viva… non lo so” mette i brividi e suscita molte perplessità.

Per Stasi scattano presto gli interrogatori, i sequestri, la sua posizione si fa più complicata: nel suo pc vengono trovati file pedopornografici, vicenda per cui viene condannato a una pena pecuniaria.

La famiglia Poggi chiede di analizzare un capello trovato nella mano di Chiara, di acquisire la famosa bicicletta nera da donna (nella disponibilità degli Stasi) e di ripetere completamente il cosiddetto esame della ”camminata”, eseguito per capire come Alberto sia riuscito a non sporcarsi di sangue la suola delle scarpe quando entrò nella villetta.