Il 17 gennaio 2012 Silvana Pica scompare da Pescara.

Ezio Denti, incaricato delle indagini dai famigliari, tramite la propria attività di indagine, scopre una serie di incongruenze e contraddizioni.

Quello che sembrava l’allontanamento volontario di una persona psicologicamente instabile, con il passare dei mesi diventa il mistero di una donna che, al momento della sua scomparsa, non aveva alcun motivo per sparire. Ancor peggio, per suicidarsi.

La borsa ripescata al largo di Termoli è sua ed è la stessa che Silvana aveva con sé la sera della scomparsa; una borsa da cui mancano le chiavi, trovate invece appese alla porta della stanza dove abitava e dove c’era un vecchio orologio fermo sulle 05:45.

La ciocca di capelli inviata in busta anonima a Ezio Denti è anch’essa di Silvana Pica. Il plico conteneva anche un proiettile calibro 38, due blister di medicinali e il messaggio «Hai rotto, sei morto, tu e tua famiglia. Cerca la morta nel fiume a Chieti».

Infine la coincidenza della scomparsa – sempre a Pescara – di Roberto Straccia nel dicembre 2011 (trovato morto a Bari il 7 Gennaio 2012) rimane un mistero che fa pensare sempre più al fatto che Silvana Pica sia stata oggetto di qualche grave accadimento.

Il caso è stato per ora archiviato dalla Procura come suicidio, con sommarie e superficiali conclusioni, ma la famiglia di Silvana vuole continuare a combattere affinché il caso venga riaperto. Ezio Denti è al suo fianco.